mercoledì 12 febbraio 2014

ASSEMBLEA DEI PRESIDI DEL MOVIMENTO "9 DICEMBRE": Firenze, 16 Febbraio 2014

In vista dell'Assemblea dei Presidi del Movimento del 9 Dicembre, che si terrà a Firenze, domenica 16 febbraio, presso la ex scuola Elsa Morante, in via Gian Paolo Orsini, 44, fortemente voluta e organizzata dal Comitato 9 Dicembre di Perugia, pubblichiamo il documento d'apertura dei lavori, proposto dai perugini. A seguire, l'ordine del giorno.
 «Il penoso fallimento del cosiddetto "Cammino della Libertà" è il funerale di Danilo Calvani e dei suoi sodali. Calvani e i suoi, con i loro strampalati ultimatum, con le loro miserabili pagliacciate, si sono scavati la fossa da soli. Il rischio però è che la loro disfatta travolga tutto il Movimento di ribellione sociale sorto il 9 dicembre.

Noi già a metà dicembre avevamo messo in guardia da certi personaggi e dai loro metodi, chiamando il Movimento, se voleva vivere, a ragionare; a dotarsi di un’organizzazione adeguata e capillare se non voleva essere un fuoco di paglia. Avevamo quindi chiesto che si svolgesse subito un’assemblea generale del Movimento. I leaders del Movimento non ci diedero ascolto, si misero anzi di traverso. Si erano montati la testa, sia a causa dell’attenzione mediatica, sia a causa di molti attivisti in buona fede che avevano posto questi leaders su un piedistallo.

Ogni Movimento sociale conosce un ciclo ascendente e, se non ottiene una vittoria, è destinato a ripiegare. I buoni generali si riconoscono non solo dalla loro capacità di guidare all’assalto le truppe, si riconoscono dal fatto che sanno quando è il momento per indietreggiare, e quindi perché sanno organizzare una ritirata ordinata.

Cosa hanno invece fatto questi leaders? Si sono messi a litigare, non hanno avuto verso la base un atteggiamento trasparente, hanno perseverato nei loro errori, determinando lo sbandamento e trasformamdo la ritirata in tracollo.

E’ in questo contesto che si svolgerà l’assemblea di Firenze.
Abbiamo un grande rimorso: non aver battuto i pugni sul tavolo per svolgerla prima.
Forse è tardi per salvare il salvabile, di chiamare a raccolta i migliori attivisti e, con loro, i cittadini che in questi due mesi li hanno sostenuti nella protesta. Forse è troppo tardi ma ci sentiamo in dovere di tentare.

Noi ribadiamo come sacrosante le ragioni che ci hanno spinto a protestare. Non chiediamo briciole, vogliamo mandare a casa la casta di politicanti corrotti che ha portato mezzo popolo alla fame e il Paese allo sfascio; vogliamo grandi trasformazioni sociali e politiche partendo dalla difesa degli interessi e dei diritti delle fasce della popolazione massacrate dalla crisi; vogliamo il rispetto e l’applicazione della Costituzione; vogliamo essere padroni a casa nostra e quindi riconsegnare al popolo la sovranità che gli è stata sottratta; vogliamo quindi sbarazzarci di un’euro(pa) che non è dei popoli ma delle banche e della finanza predatoria.

Se la nostra protesta ha raccolto tante adesioni e simpatie non è solo perché tanti italiani sono stati gettati sul lastrico, perché non vogliono fare la fine dei greci; le ha raccolte perché è diffusa la consapevolezza che senza un cambio radicale di rotta non c’è salvezza, se non per i ricchi che con la crisi speculano per diventare più ricchi.

Noi dobbiamo però capire che proprio per i suoi obbiettivi audaci, rovesciare questo regime marcio, la nostra vittoria non si ottiene in un giorno, che deve diventare una lotta di lunga durata. Solo dei cretini o dei venditori di fumo potevano pensare di spuntarla con una singola spallata.

Nella gabbia europea e delle politiche d’austerità, con partiti e politicanti capaci solo ad ubbidire ai poteri forti, la situazione è destinata a diventare ancoira più drammatica. Non mancheranno dunque le occasioni per rilanciare la nostra lotta e, come è evidente, non possiamo illuderci in cambiamenti dall’alto. Solo una rivolta popolare di massa è la soluzione.

Per questo dobbiamo tentare a riordinare le nostre file, a darci una struttura di movimento democratica ma stabile, componendo un coordinamento nazionale di delegati territoriali che siano eletti dal basso.

Per questo ci troviamo a Firenze domenica 16 febbraio.
O la va o la spacca».

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Ordine del giorno dell'Assemblea:
 

Inizio ore 10:00

- Appello dei presidi e dei comitati presenti

(1) Bilancio del movimento 9 dicembre. Quali sono stati gli errori, i limiti e i punti di forza? Introduce: Daniela Di Marco
Dibattito: interventi di ciascun rappresentante di presidio e comitati, 5 minuti a testa.
Nel caso si fa un secondo giro d’interventi
 

(2) Prospettive del Movimento: è possibile rilanciarlo? E in che modo?
Introduce: Vincenzo Baldassarri 

Dibattito: interventi di ciascun rappresentante di presidio e comitati, 5 minuti a testa.
Nel caso si fa un secondo giro d’interventi

(3) Eventuale elezione di un Coordinamento dei Presidi e dei comitati presenti.
 

(4) Proposte di iniziativa congiunte

1 commento:

  1. Ciao,faccio parte del coordinamento 9 dicembre Reggio Emilia(non Fenice).
    La vostra proposta è interessante,ma mi chiedo cosa potesse fare il 9 dicembre senza che ci fossero state tante scissioni.
    Mariano Ferro,Chiavegato ed altri 2 giorni prima del 18 dicembre hanno tirato i remi in barca,i presidi si sono spaccati per diffidenza di partecipanti legata all'ignoranza ed all'invidia ed infine molti presunti leader erano più simili a dei caproni.Non sono un fans di Calvani,ho sempre pensato che le ideologie di uno o dell'altro non mi interessassero,l'importante era l'obbiettivo.Non credo che parteciperemo,visto che mancano poche ore..Parlerò con la nostra coordinatrice e penso che ogni assemblea possa essere utile,ma non serve a niente se non si crea un programma univoco.Mi vien da ridere quando sento i frustrati che dicono che non ci vogliono coordinatori o che si possa fare a rotazione;se uno non funziona si sostituisce a maggioranza!!Penso che se andremo avanti sperando che cada un meteorite sul parlamento o che Dio li fulmini, sprecheremo tempo ed energie;le Rivoluzioni si fanno coinvolgendo il popolo e,finora,non si è fatto nulla in merito.I pecoroni Italici cadono dal pero quando gli spiego a cosa andremo incontro,ma a forza di insistere alcuni li ho portati a ribellarsi.IN BOCCA AL LUPO A TUTTI

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