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sabato 2 agosto 2014

CON EMANUELE E GIUSEPPA

VOGLIAMO LAVORO E LA DIGNITÀ. STATO CRIMINALE!!! 
Questo hanno scritto ieri mattina Emanuele Fanesi e la moglie, Giuseppa Di Miceli, su un lenzuolo bianco, che hanno appeso alle barre che circondano la Fontana Maggiore, di Piazza IV Novembre, simbolo della città di Perugia, in pieno centro storico.
Poi si sono incatenati assieme alle stesse barre, con loro avevano una tanica di benzina.
Sono rimasti lì, incatenati, ricevendo la solidarietà dei passanti, buona parte della mattinata, fino a quando, dopo aver parlato con il sindaco Romizi, l'assessore Vinti, e il capo del centro per l'impiego, si sono lasciati convincere a liberarsi.

lunedì 24 marzo 2014

MADRID 22 MARZO 2014: Marchas de la Dignidad

Madrid, 22 Marzo 2014
Madrid, 22 Marzo 2014: Marcia della Dignità.  I cortei erano partiti un mese fa da tutte le parti della Spagna per protestare contro le politiche di austerità e i tagli del governo di Mariano Rajoy. Con sei diversi cortei, migliaia di cittadini (2 milioni secondo gli organizzatori), in un'imponente manifestazione, hanno invaso il centro della capitale spagnola per protestare contro la ricetta di lacrime e sangue varata dal governo popolare per rispondere alla gravissima crisi del Paese. Ricordiamo che la Spagna detiene un tristissimo primato: 56% di disoccupazione giovanile, preceduta solo dalla Grecia, e seguita dall'Italia.

martedì 15 ottobre 2013

SUICIDI IN TEMPO DI CRISI

Nella tarda mattinata di ieri un uomo, 52 anni, un cassaintegrato della Merloni, si è tolto la vita. Il suo corpo è stato ritrovato nel bagno della sala d'attesa dell'ospedale di Gubbio e Gualdo Tadino, ma non era ricoverato né aveva alcuna prestazione medica cui sottoporsi. L'uomo ha deliberatamente scelto di uccidersi presso la struttura ospedaliera. Lascia moglie e due figli. 

lunedì 23 settembre 2013

PAPA FRANCESCO: "dove non c'è lavoro non c'è dignità"

Papa Francesco a Cagliari
La crisi e le sue sofferenze sono «la conseguenza di una scelta mondiale, di un sistema economico che porta a questa tragedia, un sistema economico che ha al centro un idolo, che si chiama denaro (...) Si scartano i nonni e si scartano i giovani e noi dobbiamo dire no a questa cultura dello scarto. Dobbiamo dire ‘vogliamo un sistema giusto, che faccia andare avanti tutti’. Non vogliamo questo sistema economico globalizzato che ci fa tanto male. Al centro devono essere l’uomo e la donna, non il denaro»

sabato 14 settembre 2013

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

Qualche giorno fa è apparsa sul Messaggero Veneto una notizia che dovrebbe lasciare chiunque sgomento, invece, di questi tempi, sembra quasi normale. 
Di che si tratta? 
In provincia di Pordenone, un cinquantaquattrenne, senza lavoro da tre anni, con famiglia a carico, disperato, ha deciso di mettere in vendita un rene, ultima spiaggia per poter mangiare. Ecco il suo messaggio, affidato alle pagine di un blog molto seguito: